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Ero a Betlemme quando la parola “Confine” si è rimessa completamente in discussione nella mia mente.

Un mio precedente viaggio a Berlino aveva plasmato la mia idea di confine come un qualcosa di quasi poetico, un ricordo legato al passato, e questo mi aveva fatto trarre un sospiro di sollievo. Ciò che ho invece incontrato in Terra Santa mi ha del tutto destabilizzata.
Vedere quel muro alto 8 metri e lungo chilometri, ascoltare i racconti di chi ci deve convivere, giorno dopo giorno…  
Un palestinese, commesso in un negozio di artigianato locale, raccontava: “Tra poco mi sposo! Però, non so proprio dove andare in viaggio di nozze... non mi è permesso andare a Tel Aviv e prendere un aereo”.
Ma come è possibile? Non ci potevo credere.

Questo mio progetto fotografico vuole essere una specie di augurio e un incoraggiamento.
Un augurio per tutte quelle persone che desiderano, che vogliono affrontare e varcare un confine, sia esso fisico, mentale, morale o politico.
Un incoraggiamento perché penso che affrontare un confine sia, oltre che una scuola di vita, un passo verso una propria libertà e riscoperta di sé, spesso inaspettata.

I was in Bethlehem the day the word "border" completely changed its meaning to me.

An earlier trip to Berlin, Germany, set my mind on a rather poetic idea of border, like some kind of memory from the past that was very far from what I was later going to experience in Holy Land, where my perception of walls and borders were completely turned upside down.
Here I had the chance to see with my own eyes those 8 metre high and kilometres long walls and listen to the stories of those people's lives affected every single day by those brick barriers.
One day I was visiting a local store and I met this guy from Palestine - the owner of the shop - who told me: " I am getting married very soon! But I don't really know where to go on honey moon because I cannot cross the borders to go to Tel Aviv and get to the airport to go somewhere nice with my wife".
His words left me astonished and I could not believe something like that was even possible or allowed.

This project is something I have done to wish and encourage everyone willing to cross a border, any type of border - geographically, mentally, politically - the best of luck.
I would like to inspire and motivate anyone feeling the need to take a step forward towards their freedom and self- discovery to go on and do so, and take their perception of life and boundaries to the next level.